52° Giornata mondiale della Pace

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52° Giornata mondiale della Pace

NON C’E’ PACE SENZA FIDUCIA

L’8 dicembre 1967, Paolo VIistituiva la Giornata della pace, proponendo di dedicare il primo giorno dell’anno al tema della pace. In quell’occasione Paolo VIsi rivolgeva ai fedeli ed a tutti gli organismi internazionali invitando loro ad unirsi ogni anno per riflettere “sul bene fondamentale della pace“, perché “con il suo giusto e benefico equilibrio” possa “dominare lo svolgimento della storia avvenire”.

Paolo VI dichiarava che la pace si basa sopra “un nuovo spirito“, “una nuova mentalità circa l’uomo e i suoi doveri e i suoi destini“, e non “su una falsa retorica di parole“. I pilastri della pace, scriveva il Santo Padre, sono “la sincerità, la giustizia e l’amore nei rapporti fra gli Stati e, nell’ambito di ciascuna nazione, fra i cittadini tra di loro e con i loro governanti” –  “la pace non è pacifismo, non nasconde una concezione vile e pigra della vita, ma proclama i più alti e universali valori della vita: la verità, la giustizia, la libertà, l’amore“. Infine dichiarava “educare il mondo ad amare la pace, a costruirla, a difenderla contro le rinascenti premesse della guerra (emulazioni nazionalistiche, armamenti, provocazioni rivoluzionarie, odio di razze, spirito di vendetta) e contro le insidie di un pacifismo tattico, che narcotizza l’avversario da abbattere, o disarma negli spiriti il senso della giustizia, del dovere e del sacrificio“.

Oggi, possiamo dire che conosciamo realmente il significato di queste parole ? siamo certi di aver compreso il significato di Verità, Giustizia, Libertà, Amore ? possiamo dire di essere Uomini Giusti ?

Siamo circondati da odio, spirito di vendetta, provocazioni, smarrimento del senso etico e della morale! Esattamente il contrario di quello che chiedeva Paolo VI, viviamo nella falsità, in un epoca dove la parola vale meno del niente, dove la stretta di mano è nulla..

San Tommaso d’Aquino diceva : “Tu non possiedi la Verità, ma è la Verità che possiede te.” e ancora “il primo altare dell’uomo è la sua coscienza”.

La storia narra di molte persone che per la loro forza di pensiero e per le proprie azioni, hanno fatto la differenza, cambiando il mondo.

Norberto Bobbio aveva una teoria sul pacifismo considerando la pace un bene superiore, tanto desiderabile a tal punto di considerare ogni sforzo per raggiungerla degno di essere perseguito. Egli puntava ad un pace universale, perpetua, come Kant la definì nel suo saggio del 1795 (Per la pace perpetua Un progetto filosofico di Immanuel Kant) la più celebre e significativa opera del pacifismo giuridico. Nella riflessione Bobbiana il filosofo torinese, asseriva una propria teoria, ovvero che esistono tre tipi di pacifismo: strumentale, istituzionale e finalistico. (L’idea Della Pace E Il Pacifismo).

Il pacifismo strumentale si divide in due rami, la non violenza e il disarmo. La non violenza è la dottrina con cui Gandhi ottenne l’indipendenza dell’India senza guerriglia ed è la stessa dottrina che il Dalai Lama utilizzo per rendere il Tibet indipendente portandolo ad ottenere nel ’89 il Nobel per la Pace.

La non violenza non è quindi un modo passivo di sopportazione di soprusi oppure di ingiustizie, ma bensì un pacifismo propositivo, attivo, che tenta di raggiungere gli obbiettivi  prefissati usando metodi diversi da quelli violenti.

Ritengo che l’uomo non sia per natura portato alla guerra e che sia possibile raggiungere la serenità tra gli uomini, riscoprendo antichi valori, ripercorrendo la storia potremmo evitare gli errori, puntando ad una pace perpetua. Ci vorrà molto tempo perché l’umanità giunga alla consapevolezza  di tutto ciò seguendo le parole di Tiziano Terzaniche citava: “educhiamo i figli ad essere onesti e non furbi”

 L’Istituto Diplomatico Internazionale vive con i suoi rappresentanti nello scrupoloso rispetto delle norme cogenti e delleregole non scritte, che impongono il riconoscimento per tutti della parità della dignità umana, pilastrisolidi su i quali l’Istituto intende edificare un tessuto sociale di perpetua convivenza, ritenendoli fondamentali per un mondo di pace prendendo spunto dagli insegnamenti di Tommaso d’Aquino, sull’uomo in relazione con il prossimo, il destino del uomo secondo il filosofo è appunto raggiungere il bene assoluto, iniziando dalla sua vita terrena, la quotidianità, imparando a conoscere e dominare le proprie passioni a estirpare i propri vizi ad acquistare e conservare le virtù e i veri valori, cercando la felicita nella più alta e più perfetta opera dell’ Uomo, che è questa secondo San Tommaso.

La considerazione della verità con l esercizio di tutte le scienze con esercizio di tutte le professioni in modo corretto, ecco, questo vivere in pace con il proprio prossimo conduce l’uomo a vivere in felicita.

Di Tommaso possiamo leggere opere stupende come la Summa Theologiæ la Quaestio XI de veritate, intitolata De magistro, il De ente et essentia, opere che ci portano a dire che era un pensatore unico e straordinario, che unii la poderosa capacità sistematica, dando un senso nitido e certo delle cose. Un teorizzatore capace di descrivere il processo d’apprendimento come nessuno era riuscito a fare, forse fu anche superiore di Platone.

Nella 52a Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1 Gennaio 2019, l’Istituto Diplomatico Internazionalesi associa al messaggio di Papa Francesco, sul tema “LA BUONA POLITICA E’ AL SERVIZIO DELLA PACE”

Auspicando un più incisivo impegno degli Stati sugli odierni fenomeni migratori con il sostengo delle Nazioni Unite che miri a combattere questo clima di divisioni e discordia.

 

Il Presidente, Avv. Paolo Giordani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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